12 gennaio 2012

C’era un’idea che mi ronzava in testa, cioè che magari non saremo mai in grado di capire del tutto qualcuno, tanto meno chi più amiamo, ma possiamo comunque amarlo senza riserve. Secondo me amare una persona è forse più facile che capirla, ma molto più pericoloso, perché l’amore fa sempre male.
Si può cercare di capire qualcuno, ma non si può cercare di amarlo. L’amore nasce involontario. L’amore può aumentare o diminuire fino a sfumare del tutto, ma non si può imporre.
A volte ci piacerebbe amare una certa persona, possiamo addirittura dire che quella persona ha tutte le qualità perché ci innamoriamo di lei, ma questo non accade.
Con uno sforzo più o meno grande ci si abitua a chiunque, ma abituarsi non è amore.
Non so se le mie idee sono giuste oppure assurde, ma tendo a credere che l’amore esiste, che è un’invenzione dell’uomo e che ora è fuori controllo.
L’amore più stupido e delirante è quello di una madre per il figlio, ma almeno ha un fondamento biologico.
Il fatto che incontri una sconosciuta e poco dopo daresti la vita per lei, mi sembra inspiegabile. Per amore qualcuno, quel qualcuno deve avere quanto basta. Un po’ meno è insufficiente. Un po’ più rovina tutto.
Questo accade perché amare è un’arte simile a quella della buona tavola: un piatto che non è fatto come si deve può placare l’appetito ma non soddisfa il gusto.
C’è gente che mangia per riempirsi la pancia e questi possono vivere senza amore ma non senza compagnia.
Altri morirebbero di fame piuttosto che accettare una pietanza cucinata in qualche modo. Questi ultimi saranno eterni solitari a meno che non trovino la giusta misura.
Quando si pensa all’amore le idee non hanno consistenza e forse è questo il motivo per cui i grandi filosofi hanno eluso l’argomento, ma per quanto stucchevole è ovvio che la nostra piccola vita gira intorno a qualcuno che ha fatto di noi degli idioti felici o dei saggi pieni di risentimento.

01 novembre 2011

"devi pensare che non scappo da te e che tu non scappi da me. prendi la maturità e ti prometto che quest'estate ti porto lontano da qui"
non aspetto altro. giuro.

16 agosto 2011

Poi dormimmo abbracciati per un'oretta. Era in un certo qual modo anche meglio che far l'amore.
C'era questo fluire via insieme senza alcuna tensione.
(C. Bukowski)

10 agosto 2011

us.

Darei la vita per saperti felice. Sconfiggerei i mostri che tu temi, per guarirti dalle paure e calmare i tuoi pianti nascosti. Mi piacerebbe che ogni tua ferita si rimarginasse nel giro di una carezza, così che tu possa capire che l'amore non fa solo male. Vorrei prevenire ogni tua caduta per attutire il colpo delle tue delusioni. Vorrei, infine, che ti sentissi a casa anche quando i fantasmi dell'ansia sembrano volersi impadronire di te.

03 agosto 2011

Ciao, mi manchi.

Voglio un ragazzo che voglia tenermi per mano verso il centro commerciale e rendere tutte le ragazze gelose. Voglio qualcuno che canti per me in momenti casuali. Qualcuno che è più goffo che romantico. Un ragazzo che vorrebbe lanciarmi animali di peluches quando sono muta. Qualcuno che scommetta i miei baci quando può battermi a tutti i vecchi giochi della playstation e mi faccia vincere. Lui giocherebbe con in miei capelli tutto il tempo e mi sorprenderebbe con un anello da venticinque centesimi. Qualcuno con cui possa condividere un lecca-lecca e con cui stendermi su una coperta per contare le stelle. Compreremmo una tonnellata di macchine fotografiche usa e getta per fare le foto più stupide l'un altro e ci spruzzeremmo l'un l'altro con pistole d'acqua in casa. Ma soprattutto qualcuno che vorrebbe essere il mio migliore amico e non vorrebbe mai ferire il mio cuore. Lui vorrebbe solo farmi ridere.

Tu?

22 luglio 2011

Non è fare lo spericolato che ti rende migliore. Non è bestemmiare il modo migliore per farsi notare. Non è fare il figo per le strade del tuo piccolo paesino che ti fa forte, prova poi a vivere nel mondo reale. Non è vantandoti di non andare in chiesa e scrivendo FUCK THE FUTURE su un muro che dimostrerai di essere anticonformista, se poi non sei neppure capace di spiegare ciò che pensi e ciò che scrivi ed il perché. Che a dire che l'italia fa schifo, ormai, sono bravi tutti, ma è solo perbenismo, comunemente usato come la classica doppia faccia ipocrita che alla fine dei conti, non sa neanche dire perché l'italia faccia schifo, e danno la colpa al governo. Ma alla fine, la differenza tra Prodi e Berlusconi qual'è stata? Nessuna, entrambi fanno i comodi loro. E per piacere, smettetela di predicare tanto e di sparlare su destra e sinistra, perché gira e rigira sono tutti la stessa merda. Che si sanno lamentare tutti quanti per i muri imbrattati dai giovani scapestrati, ma quanti poi si rimboccano le mani per ripulire? E quanti non sanno che i loro figli stessi sono i primi a gridare per strada FUCK THE SYSTEM, figli di un paese sfruttato male, dalle mille risorse distrutte giorno dopo giorno, e voi davvero siete capaci di stare fermi lì a guardare e compatirvi, girandovi i pollici in poltrona? Lasciando il lavoro a qualcun altro? E poi vi lamentate anche, se vedete un gruppo di giovani anticonformisti che gridano FUCK THE VOGUE, che sono stanchi di stare a guardare con le mani in mano come voi, e si fanno in quattro per cambiare le cose, e non con le parole come fanno tutti, ma con i fatti. Che non sarà di certo il tatuaggio sulla schiena a renderti migliore, ma quello che hai in testa. Ed in quel gruppo di ragazzi ce ne sono così tanti che ti stanchi a contarli prima ancora d'iniziare, e ne troverai di alti, di grassi, bassi, anoressici, alcuni avranno l'apparecchio altri il piercing al labbro, alcuni avranno il maglioncino e la camicia, un paio di occhiali spessi e l'aria da secchione altri saranno punk a bestia, e ne troverai con i capelli rosa e con i capelli biondi, con skate e chitarre sotto braccio o carta e penna, un libro magari ed una mela, ce ne saranno alcuni con le parolacce facili, ma ti sfido a trovarne uno, uno solo che non sappia ciò che voglia dal suo futuro. Saran milioni o anche più, tutti diversi e tutti uguali e pensate che metallari non siano acculturati e non vadano d'accordo con gli intellingentoni? Vi sbagliate ancora,  come dice J-AX: "Cane e gatto, ma lo stesso sguardo di chi non ci sta!"  Altro che milioni, sono molti di più, ma hanno tutti la stessa voglia di gridare a testa alta. Non è quello che metti in mostra fuori che ti rende migliore degli altri, a questo mondo se vuoi farti valere devi tirare fuori la lingua ed importi, e se le cose non ti stanno bene devi dirlo cazzo, che le cose così non vanno ed anche se questo paese non ti da possibilità prova lo stesso a cambiare le cose, almeno ci provi ed hai la coscienza a posto; che a questo mondo c'è sempre qualcuno che t'appoggia, ma non ti accomodare troppo, ti spostano la sedia se ti rilassi e ti lasciano cadere. Allora, non vi lamentate se incontrare gruppi che urlano FUCK ALL, che se non volete cambiare le cose ci pensiamo noi. E non vi lamentate se leggete strane scritte sui muri, cercate di capirne il senso. E non vi lamentate, se i vostri figli ascoltano strani gruppi musicali, non fate battute del tipo "sembra un gatto a cui hanno strizzato le palle", ma provate a sentirne la potenza che sprigiona e leggete il testo porca miseria. E non vi lamentate se sentite bestemmiare qualcuno per strada, al mondo c'è chi crede e chi no e il cervello vi ha muniti tutti quanti di TOLLERANZA. E siate REALISTI, non MORALISTI. Mettete da parte l'orgoglio ed il CINISMO, le cose andrebbero meglio per tutti. Rimboccatevi le maniche, non statevene a guardare il telegiornale commentando le scelte degli altri: PROVATE A FARE DI MEGLIO VOI, mai sentito dire? E cazzo, basta pregiudizi, le prime impressioni stancano a tutti, oltre le borchie e la cresta dei punk ed oltre gli occhiali e la camicia di un secchione c'è un CERVELLO UGUALE, che non pensa LE STESSE IDENTICHE COSE, ma che comunque su una cosa son d'accordo: le cose così non vanno: FUCK THE IGNORANCE. Il futuro ce lo facciamo noi!

20 giugno 2011

per questa volta.

Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare. Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite. Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto. E in un modo che non puoi immaginare adesso. Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi! Non eri per niente grasso come ti sembrava. Non preoccuparti del futuro. Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica. I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente. Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio. Fà una cosa, ogni giorno che sei spaventato: canta. Non essere crudele col cuore degli altri. Non tollerare la gente che è crudele col tuo. Lavati i denti. Non perder tempo con l'invidia. A volte sei in testa, a volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso. Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se ci riesci veramente, dimmi come si fà. Conserva tutte le vecchie lettere d'amore, butta i vecchi estratti conto. Rilassati. Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano cosa fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno. Prendi molto calcio. Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno. Forse ti sposerai o forse no. Forse avrai figli o forse no. Forse divorzierai a quarant'anni. Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio. Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche. Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro. Goditi il tuo corpo. Usalo in tutti i modi che puoi. Senza paura e senza temere quel che pensa la gente. E' il più grande strumento che potrai mai avere. Balla. Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno. Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai. Non leggere le riviste di bellezza, ti faranno solo sentire orrendo. Cerca di conoscere i tuoi genitori, non puoi sapere quando se ne andranno per sempre. Tratta bene i tuoi fratelli: sono il miglior legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro. Renditi conto che gli amici vanno e vengono. Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno. Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perchè più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane. Vivi a New York per un pò, ma lasciala prima che ti indurisca. Vivi anche in California per un pò, ma lasciala prima che ti rammollisca. Non fare pasticci con i capelli, se no quando avrai quarant'anni sembreranno di un ottantacinquenne. Sii cauto nell'accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa. I consigli sono una forma di nostalgia: dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulla parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio, per questa volta.

22 maggio 2011

Ecco di cosa avevano paura gli uomini. non solo di essere rinchiusi una volta per tutte. ma anche di non avere un solo amico. così, non meravigliatevi, pensai, una situazione così TI FA venire lo scagnazzo. ti può AMMAZZARE. il loro trucchetto semplice semplice è quello di farti entrare nella civiltà e di bloccarti dentro. di obbligarti ad aver tessere d'ogni tipo nel portafoglio. soldi. assicurazione. automobile. letto. finestra. cesso. gatto. cane. piante. strumenti musicali. certificato di nascita. cose con cui incavolarsi. nemici. seguaci. sacchi di farina. stuzzicadenti. culo non affetto da contagio. vasca da bagno. macchina fotografica. sciacqui per bocca. oh mio dio, ooo. serratura (tuffatici dentro, nuotaci dentro, grattagli la schiena). tutto quel che avete.
infilatevi nel cuore cose come un paio di pinze, ali di gomma, un cazzo di ricambio nella cassetta dei medicinali.

27 marzo 2011

"La disperazione può essere un motore propulsivo per cambiare le cose, una cosa positiva. [...]
La disperazione che non si può chiamare felicità è quella di cui non ci si rende neanche conto, è quella del fare finta di niente."

22 marzo 2011


Lasciami vivere senza questa vuota beatitudine.




Questa invasione mi fa sentire
senza valore, disperata, malata.

23 febbraio 2011

andare a fondo per poi risalire.

Il giorno in cui non è successo niente è stato meraviglioso.
Non so se ci avete mai fatto caso, ma quando non succede niente tutto ciò che ci circonda diventa sbalorditivo.
Scommetto che non sapete riprodurre i ghirigori delle mattonelle del bagno.
Io sì, da quando non mi è successo niente. E so dov’è finito il mio libro preferito, come si chiama il cane del vicino, che rumore fa il vento tra le fessure, dove si nascondono le formiche, cosa c’è in fondo al cassetto, cosa manca nella dispensa, cosa ho scritto sotto il tavolo quando avevo 8 anni, e un’infinità di altre meraviglie che avrei potuto scoprire soltanto nel giorno in cui non è successo niente.
E chi se ne frega dei messaggi gratis.

Esercizi per un beautiful day: 
guardare il sole a occhio nudo in pieno mezzogiorno 
farsi assumere a radio vaticana con un programma porno
infilare la testa in un buco e non riuscire più a tirarla fuori
darsi fuoco in piazza senza nessun motivo per protestare
amare alla follia qualcuno che ti fa incazzare 
andare a fondo
e fare un buco per terra per far l’amore col mondo 
e mettere su famiglia gestendo una carriera
essere un supereroe che torna a casa la sera
votare a destra o a sinistra facendo testa o croce 
e non avere un’idea ma alzare molto la voce 
essere il leader carismatico della propria rivoluzione 
vivere fino a impazzire senza mai stancarsi 
cadere a terra e rialzarsi cadere e rialzarsi

13 gennaio 2011

An exquisite waste of time.

Alcuni dicono, l’amore è un fiume
che sommerge la canna tenera.
Alcuni dicono, l’amore è un rasoio
che ti fa sanguinare l’anima.
Alcuni dicono, l’amore è una fame,
un bisogno doloroso e senza fine.
   
Io dico, l’amore è un fiore,
e tu il suo unico seme.


E’ il cuore che teme di essere rotto
che non impara mai a ballare.
E’ il sogno che teme di svegliarsi
che non rischia mai.
E’ colui che non sarà preso,
chi non sembra dare,
e l’anima timorosa di morire
quella che non impara mai a vivere.

Quando la notte è stata troppo solitaria
e la strada troppo lunga
e pensi che l’amore è solo
per il fortunato e per il forte,
ricorda che nell’inverno
in profondità, sotto la neve invernale
c’è il seme che con l’amore del sole
diventa una rosa a primavera. 



Lo scompartimento della tua piccola gabbia toracica che perde, che sgocciola come un frigorifero sbrinato.



25 dicembre 2010

Perdersi.

Avrei voluto scrivere qualcosa. O almeno dire, ma c'era qualcosa che mi bloccava le gambe e le parole, in gola. In realtà non sapevo bene neanche cosa potevo dire, perchè dentro ogni sillaba ci sarebbe stata ira, disprezzo, crudeltà, amarezza. Una cosa però la sapevo per certo: io ci credevo.
Credevo nella nostra complicità, nel nostro divertimento e nelle nostre idee. Nei bisogni reciproci e nelle cadute, nelle nostre gambe forti. Credevo in quel legame che avevamo creato in pochi anni ma che era più forte di un blocco di cemento, armato. Credevo negli anni passati sugli stessi banchi di scuola e nelle nottate, nelle giornate piene d'amore. Nel nostro sogno di andare in vancanza insieme, nelle telefonate che duravano ore e nei messaggi pieni di conforto, di sostegno. Credevo in ogni cosa di noi. Credevo in te e in me, in noi. Ci credevo veramente, eppure non è andata come avrei voluto.
Ma un'amicizia che finisce così, era veramente un'amicizia?

Mi ricordo dei tuoi abbracci, improvvisi e inaspettati. Mi ricordo delle risate senza senso, fino a far male. Delle
parole dure, ma che dicevano la verità. Delle malcagate, che si riducevano in un vaffanculo divertito. Mi ricordo anche delle promesse. Ma cosa c'era di vero? Eri tu quella, o era la maschera che ora ti sei stufata di portare? Hai lasciato un buco, un vuoto che adesso non so colmare, perchè facevi parte di me, eri me. Ma lo sai del dolore che hai provocato? Faccio finta di niente, cerco di dare forza anche a quella che hai deluso come me. Dico che non mi importa più, che ormai quel che è fatto è fatto. Ma non è così. Preferirei provare indifferenza. Cerco di odiarti, perchè ci hai fatto male dentro, ci hai deluso, ma non ci riesco.
Facevi parte di me, eri me.

20 dicembre 2010

Cieli coperti e stelle luminose, i tuoi insulti, i fiori finti e i nostri occhi di criptonite. La stroria della mia casa e le scorte d'amore.Volavo e stramazzavo. I primi freddi e la luna di poliestere. Un pianeta affondato nella notte, e la nostra disperata vita biologica. E i punti interrogativi e i cani che abbaiavano. Le antenne, i tetti e la neve che ci ricopre. E l'odore di paraffina dal fumo che ci eravamo comprati. E le corse sugli argini, anche se i fiumi erano stra pieni. Gli appuntamenti telepatici e l'autunno. I cassonetti in fiamme e gli spacciatori tunisini. E i sorrisi per il nervosismo e i controllori. Le chiese lucidate e i grattacieli, i soffitti e gli affreschi, le metropolitane. I tuoni, i fumi dello smog e i fanali accesi. Gli ecomostri e i parchimetri, i centri commerciali e i benzinai. Le guerre stellari, i sistemi d'allarme e i fanali spenti. Gli incendi estivi, i finanzieri e gli elicotteri. I discorsi seri, i condomini, i binari morti e i discount, i preti e i nostri imbarazzanti progetti. Le mestruazioni e le rivoluzioni, i poster, le telefonate inconcludenti e i nostri voti scadenti. Gli appartamenti subaffittati e le notti insonni.

I nostri pensieri sfracellati.

19 dicembre 2010

Sei qui per dire, che il meglio deve ancora venire.

Qualcuno è venuto da molto ma molto lontano, in macchina in pullman in treno col mezzo più strano.
Qualcuno ha fatto soltanto due passi in discesa, perchè c'è il concerto davvero a due passi da casa.
Qualcuno è venuto a vedere che cosa succede.
Qualcuno è venuto perchè vuole solo godere.
Qualcuno è venuto per lasciarsi andare, e ridere e piangere, sudare e ballare.
E tutti lalalalallalala lalalalallala lala.
Qualcuno è venuto ed è il suo primo concerto e vuole tornarsene a casa a bocca aperta.
Qualcuno è venuto perchè accompagnava un'amica, e pensa che a volte è una bella fatica.
Qualcuno si aspetta fin troppo o si aspetta di tutto.
Qualcuno sorride e chiude gli occhi pian piano.
Qualcuno lo sa che adesso è il momento perfetto, per dare a Luciano e a voi il palazzetto.
E tutti lalalalallalala lalalalallala lala.

  














 






"E allora lasciatevi dire che quel cazzo di meglio deve ancora venire."



Liguabue @ Palafiera, Brescia. 18.12.10



GRAZIE LUCIANO!

22 novembre 2010

Everybody wants happiness, nobody wants pain. But you can't have a rainbow without a little rain.

Nonostante la merda, uno non può odiare la propria vita. Ci si può perdere dentro, ma non può odiarla. E' pur sempre la sua vita. Ci si può incazzare per non averla scelta, ma è un'ottima occasione per renderla migliore. O almeno provarci.

Ora, lasciatemi tranquillo.
Ora, abituatevi senza di me.
 Io chiuderò gli occhi.
 E voglio solo cinque cose,
cinque radici preferite.
 Una è l’amore senza fine.
 La seconda è vedere l’autunno.
Non posso vivere senza che le foglie
volino e tornino alla terra.
 La terza è il grave inverno,
la pioggia che ho amato, la carezza
del fuoco nel freddo silvestre.
 La quarta cosa è l’estate
rotonda come un’anguria.
 La quinta cosa sono i tuoi occhi,
 non voglio dormire senza i tuoi occhi
non voglio esistere senza che tu mi guardi:
io muto la primavera
perché tu continui a guardarmi.
 Amici, questo è ciò che voglio.
E’ quasi nulla e quasi tutto.
 Ora se volete andatevene.
 Ho vissuto tanto che un giorno
dovrete per forza dimenticarmi,
cancellandomi dalla lavagna:
il mio cuore è stato interminabile.
 Ma perché chiedo silenzio
non crediate che io muoia:
mi accade tutto il contrario:
accade che sto per vivere.
 Accade che sono e che continuo.
 Non sarà dunque che dentro
di me cresceran cereali,
prima i grani che rompono
la terra per veder la luce,
ma la madre terra è oscura:
e dentro di me sono oscuro:
sono come un pozzo nelle cui acque
la notte lascia le sue stelle
e sola prosegue per i campi.
 E’ che son vissuto tanto
e che altrettanto voglio vivere.
 Mai mi son sentito sì sonoro,
mai ho avuto tanti baci.
 Ora, come sempre, è presto.
La luce vola con le sue api.
 Lasciatemi solo col giorno.
Chiedo il permesso di nascere.

18 novembre 2010

This pain is just too real.

La verità.. la verità è che non lo so neanche io.

Mi trovo sempre più spesso nel buio di quella mia camera in cui non mi identifico più. E mi trovo li, senza capire il perchè della mia insonna, senza capire il motivo della mia instabilità. C'è qualcosa che turba il mio spirito, la mia anima, il mio corpo. E si vede. La gente lo percepisce, anche se non vorrei. 
 Un amico mi ha detto: "Non sei più solare come una volta." E a questo amico non si può non credere. Abbiamo un rapporto unico, e lo adoro. Se abbiamo bisogno di aiuto ci siamo l'uno per l'altra, se ci soffiamo il naso ci mostriamo il muco come un bellissimo trofeo, condividiamo ogni cosa, dai legami personali ai Tuc passando per le caccole e i discorsi sul sesso. Per questo non si può non accettare quello che mi ha detto.

 E per questo devo fare qualcosa.

07 novembre 2010

Fammi essere forte, forte di sonno e di intelligenza e forte di ossa e fibra.

Avevo ancora il profumo della sua pelle sulle dita. Era buono, dolce, avvolgente. Tutte le volte era così: passavo le ore ad annusarmi le mani per cercare quel profumo che mi mandava in estasi. Ma non lo volevo. Dovevo lavarlo via, cancellarlo, dimenticarlo. Non potevo permettere che quel profumo diventasse una dipendenza. Non potevo permettere che il ricordo del suo essere mi annebbiasse la mente, che le mie giornate fossero scandite dalla ricerca di una sola sua traccia. Lo odiavo per questo; mi avevo reso prigioniera. Ma lo amavo.
Lo amavo, intensamente.

05 novembre 2010

isolami.

Hai un paradiso in viso ma quello che hai dentro è più di un buon motivo per l'inferno. sottoscrivi il tuo destino e stai contento. foglia in un bosco sconvolto dal vento. isolami. manda nebbia. manda foschia. un lungo inverno lascia che sia. isolami. renderò il mio stupido muscolo cardiaco all'inventore del deserto. renderò il mio stupido muscolo cardiaco perché non sa tenere il tempo.

17 ottobre 2010

Il fatto che io abbia perso me stessa non mi rende più leggera.

Ci siamo persi.
Ci siamo persi sulla strada di casa oppure su quella per l'ospedale. Qualcuno di noi si è perso tra le pagine consunte di un libro fantasy, qualcun'altro in lenzuola sudate. Alcuni di noi si sono persi in un biccheire di wishkey liscio al banco del bar, altri in una lattina di Diet Coke. Ci siamo smarriti in elucubrazioni labirintiche e case di marzapane, in quartine e jazz fusion. Ci siamo persi troppo spesso in persone che non ci appartenevano e in parole che, forse, avremmo fatto meglio a risparmiare. Ci siamo smarriti in silenzi lunghi decenni ed in drammi paradolescenziali. Abbiamo perso la strada, confusi dai saluti ossequiosi, luci soffuse e dai notiziari in tv. Persi in blue jeans troppo stretti, campagne elettorali e tonnelate di fuolxetina. Smarriti in edizioni scolastiche dei Promessi sposi, illusioni d'oltre oceano e succo all'arancia. Ci siamo persi, e siamo finiti nel vicolo della disperazione che cantava Bob Dylan a spazzare con Cenerentola e a suonare il violino elettrico con Robin Hood.
Nessuno può sapere chi siamo, tolto il fatto che non è chiaro bene neanche a noi. Nessuno ci è dentro abbastanza a lungo da sentire come pulsa il sangue nelle nostre tempie.