Ci sono notti che proprio non riesci a prendere sonno e continui a girarti nel letto. Le coperte vanno dove vogliono e ti tocca alzarti a rifare il letto se non vuoi i piedi gelati. Ti rimetti al caldo ma, anche dopo quello sforzo che ti sembrava assolutamente enorme, il sonno non arriva. Allora ti metti a pancia in su e ascolti. Ascolti il silenzio della notte, il respiro di chi sta dall’altra parte del muro, il rumore soffice e dolce della neve che continua incessantemente a cadere. E tra tutti quei suoni ce n’è uno che ti rapisce e non puoi non fermarmi ad ascoltarlo: è il battito del tuo cuore. Lo senti dappertutto: attraverso il cuscino, nei polmoni, nelle vene.. Solo che dopo un po’ comincia a darti un fastidio tremendo perché non riesci a non sentirlo. Vorresti dormine ma quel battito ti tiene sveglio, come il tic-tac della sveglia sul comodino, solo che a quella puoi togliere le batterie.. E dopo mezz’ora di lotta contro il cuore per trovare una posizione dove non lo senti, ti arrendi. E visto che il sonno non vuole arrivare, segui il ritmo del cuore e capisci che è davvero meraviglioso. Come quando appoggi il viso al petto della tua migliore amica e capisci cosa c’è che non va.. solo che qua ci sei solo tu. Tu e il tuo cuore.
Non avresti bisogno di ascoltare il cuore per capire cosa non và, ma solo così puoi veramente fermarti a pensare, a capire. Chiudi gli occhi e ti lasci trasportare da quella melodia un po’ monotona ma certamente affascinante.. Senti il letto girare vorticosamente, mosso dalle emozioni, più o meno piacevoli, che ti riempiono il petto. Senti un miliardo di parole nella testa, ma la voce è sempre la tua.. Ci sono ricordi, persone, emozioni, attimi e secoli, lacrime e brividi. Non arrivi a una conclusione precisa, ma sei soddisfatto di quel viaggio. E allora accendi la radio e speri di trovare almeno una canzone decente.. e così, senza accorgertene, ti addormenti, con un sorriso e una lacrima, sulle note di “Sweet child o’mine”.
Non avresti bisogno di ascoltare il cuore per capire cosa non và, ma solo così puoi veramente fermarti a pensare, a capire. Chiudi gli occhi e ti lasci trasportare da quella melodia un po’ monotona ma certamente affascinante.. Senti il letto girare vorticosamente, mosso dalle emozioni, più o meno piacevoli, che ti riempiono il petto. Senti un miliardo di parole nella testa, ma la voce è sempre la tua.. Ci sono ricordi, persone, emozioni, attimi e secoli, lacrime e brividi. Non arrivi a una conclusione precisa, ma sei soddisfatto di quel viaggio. E allora accendi la radio e speri di trovare almeno una canzone decente.. e così, senza accorgertene, ti addormenti, con un sorriso e una lacrima, sulle note di “Sweet child o’mine”.
Come posso ritrovare la mia pace se il ristoro del sonno mi è negato? Se l’affanno del giorno non riposa nella notte ma giorno da notte è oppresso e notte da giorno? Ed entrambi, anche se l’un l’altro ostili, d’accordo si dan mano solo per torturarmi l’uno con la fatica, l’altra con l’angoscia di esser da te lontano, sempre più lontano. Per cattivarmi il giorno gli dico che sei luce e lo abbellisci se nubi oscurano il suo cielo: così pur blandisco la cupa notte dicendo che tu inargenti la sera se non brillano stelle. Ma il giorno ogni giorno prolunga le mie pene e la notte ogni notte fa il mio dolor più greve.
Nessun commento:
Posta un commento