05 ottobre 2010

Sarà il suo rumore che ricorderò.

E’ un altro addio questo. Ma molto meno tragico e sicuramente meno sofferto del precedente, meno importante, ma egualmente rattristante. Dopo 9 anni lo devo abbandonare.. Devo lasciare che vada a suonare in qualche topaia o finire in una discarica, abbandonato e dimenticato. E fra qualche anno probabilmente verrà raccolto e si sentirà domandare: “Ma che cazzo è sta roba?” Finirà sicuramente così, perché chi si interesserà a un vecchio stereo? 
Si, adesso smetto di parlare di me e racconto di Mai: quello stereo che mi ha fatto crescere, che mi ha fatto conoscere la musica, che me l’ha fatta amare. Era uno nuovo, un duro, un vincitore, chi cazzo lo batteva? Era un figo. Grigio metallizzato, con i tasti grigi, le casse grigie.. Si chiamava Mai, perché sapevo che non avrebbe mai smesso di comandarmi. Tutto girava in funzione di lui, il mio tempo libero era occupato dal suono, allora perfetto, di quelle casse che spostavo in continuazione, per trovare la giusta angolazione. Ero al suo servizio. Era lui il padrone. Decideva lui cosa farmi ascoltare, quando farsi ascoltare e, volume alto o basso? dipendeva dal suo umore. Una sola cosa potevo fare io: decidere se quello che ascoltavo mi piacesse o no. Ma anche se mi faceva schifo, lui mi imponeva di ascoltarlo. E’ stato lui il primo a consolarmi, ad ascoltarmi, ad asciugare le mie lacrime, a condividere la mia felicità, a sorbirsi le mie paranoie.. Era il migliore, era il mio. Io, io lo amavo. Ma più passava il tempo e più smetteva di suonare, non leggeva più i miei cd, non si occupava più di me.. Ora è stato rimpiazzato, da uno di quelli che sono fighi adesso. Iam è magnifico, un design pazzesco, un sound fenomenale, che se metti il volume a 30 non rimane in piedi un cazzo.. Ma Mai resterà il migliore.

In fondo Iam è solo Mai, letto al contrario..

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