05 ottobre 2010

La coercizione è uno stimolante: è la scusa per essere la troia che ho sempre desiderato.

Sono una donna vampiro, ma di una specie particolare: non vivo di sangue che zampilla rosso da una carotide recisa.. A differenza dei vampiri classici io caccio sia di notte che di giorno scegliendo prede giovani e belle, che facilmente convinco a "salire un attimo da me": nessuno vede, dietro i denti bianchi e le labbra rosse e morbide, una lingua che si avvolge come un serpente su se stessa, preparandosi a lambire carne calda, per spremerla, fino all’ultima goccia, come farebbe una pianta carnivora. Nessuno capisce che quello che fa fremere il mio corpo è il desiderio di bere, succhiando anche l’anima della mia vittima. Anche con te è successo come con gli altri: ti ho incontrato per caso e ti ho scelto per la tua vitalità prodigiosa e per il tuo sguardo intrigante; per un attimo quasi ti ho desiderato, ma solo per un attimo, poi il mio appetito ha preso il sopravvento.

Mentre gemevi. Quasi a soffocarmi. La porta della vita per me. Le mani a stringere, convulse, i corti capelli. Trasalire, ansimare, fino a che non mi hai pregato.. Tu esplodevi, e io mi nutrivo. Tanto era il mio piacere nel saziarmi di te che ho udito a stento il tuo grido di liberazione. Eri veramente buono. Un tesoro, da conservare con cura. Ma quando il dolore si unì al piacere: "Per favore, ora basta..",dicevi con una smorfia. Allora forse hai cominciato a chiederti il perché, e ti è balenato certamente l‘orrendo sospetto di essere, per me, solo una fonte di sostentamento. E poi.. avevi davvero un buon gusto, non potevo lasciarti andare: allora ti ho legato al letto, mani e piedi, mentre dormivi. E ti mantenevo in vita, per potermi nutrire della tua preziosa fonte di vita.

Ma, sebbene le corde ti segnino profondamente le caviglie e i polsi, appena mi vedi mi guardi con desiderio, perchè nonostante il dolore mi vuoi, mi vuoi sempre e comunque. Ma presto ti libererò, quando non potrò più nutrirmi di te, e tu andrai a raccontare
un’incredibile storia a cui nessuno crederà, quella di una strana donna vampira, assetata.. Poi comincerai a bussare alla mia porta, perché non potrai resistere e allora dovrò ucciderti: non lo sai che i farmaci di cui ti rimpinzeranno per farti dimenticare questa pazzesca esperienza rovinano il sapore del tuo bianco e cremoso sangue?

 Mi lasci perplessa ma è un modo elegante per dirti ti amo. Non ho padronanza dei termini adatti ma godo al contatto. Trattami come se fossi una dea. Sfiorami lentamente. Lasciami il fiato per dirtelo ancora. Lasciami il fiato per fartelo ora. Mi piace giocare sembrarti indecente parlarti all’orecchio dicendoti niente. In fondo hai intuito che sono bigotta. Una suora mancata, una piccola donna. Trattami come se fossi una dea, una bambina impertinente. Lasciami il fiato per dirtelo ancora. Lasciami il fiato per fartelo ora.

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