Ci sono momenti nella vita in cui perdi qualcuno. Ci sono momenti nella vita in cui perdi qualcosa. Ci sono momenti in cui il presente fa male e guardare avanti o indietro non fa differenza: vedi solo una macchia scura, un temporale d’inverno, una partita a mosca cieca. Ci sono momenti in cui vinci, certo, in cui pareggi, perdi, lasci o raddoppi. Ci sono momenti in cui, sinceramente, non te ne frega un cazzo. Ci sono momenti nella vita, infine, in cui perdi te stesso.. ed altri in cui perdi davvero tutto, come la gente colpita dal terremoto in Abruzzo.
Io, nella mia vita, ho perso molto e molto ho ritrovato. Qualcosa lo rimpiango, qualcosa no, qualcosa non ricordo nemmeno di averlo avuto. Ho perso il pallone di cuoio nel fosso, l’anello dei Power Ranger nel
tombino, le chiavi di casa nel buco dell’ascensore. Ho perso la bicicletta perché me l’hanno fottuta. Ho perso un amico per una storia di droga, un altro in un incidente d’auto. Ho perso un uomo perché l’amavo troppo ed altri mille perché non li amavo affatto. Ho perso una coppa in finale, una partita a briscola, un autobus per tornare a casa. Ho perso la fiducia nello Stato guardando quello che ci circonda. Ho perso l’impulso
a lottare e a battermi per quello in cui credo. Ho perso la fede, l’idea di giusto, il sonno e la purezza dei miei sedici anni. Ho perso la voglia di far tardi, di imparare a ballare, di diventare qualcuno. Ho perso l’occasione di stare in silenzio e quella di parlare al momento giusto. Ho perso la possibilità di chiedere scusa e quella di accettarle da chi me le offriva. Ho perso qualche diottria, i denti da latte e anche un bel po’ di capelli. Ho perso il mio maglione preferito, una dozzina di cellulari, occhiali, accendini, scarpe, quaderni. Ho perso feste di compleanno, documenti della scuola, un film in tv. Ho perso di vista persone importanti, ricordi a cui tenevo, episodi e risvolti della mia vita, sepolti nella memoria.
Ho perso davvero molto nella mia vita. Ma c’è una cosa che ritrovo sempre.. in una tasca del giubbino, in un
sorriso casuale, negli occhi di un bambino, nell’abbraccio di un amico, in un bicchiere di birra, in un libro, in un film, in un disco, in una piega del cuore che non sapevo di avere. C’è qualcosa che proprio non riesco a perdere, e questa cosa si chiama.. speranza.
Per me. Per voi. Per noi tutti, io continuo a sperare.
Io, nella mia vita, ho perso molto e molto ho ritrovato. Qualcosa lo rimpiango, qualcosa no, qualcosa non ricordo nemmeno di averlo avuto. Ho perso il pallone di cuoio nel fosso, l’anello dei Power Ranger nel
tombino, le chiavi di casa nel buco dell’ascensore. Ho perso la bicicletta perché me l’hanno fottuta. Ho perso un amico per una storia di droga, un altro in un incidente d’auto. Ho perso un uomo perché l’amavo troppo ed altri mille perché non li amavo affatto. Ho perso una coppa in finale, una partita a briscola, un autobus per tornare a casa. Ho perso la fiducia nello Stato guardando quello che ci circonda. Ho perso l’impulso
a lottare e a battermi per quello in cui credo. Ho perso la fede, l’idea di giusto, il sonno e la purezza dei miei sedici anni. Ho perso la voglia di far tardi, di imparare a ballare, di diventare qualcuno. Ho perso l’occasione di stare in silenzio e quella di parlare al momento giusto. Ho perso la possibilità di chiedere scusa e quella di accettarle da chi me le offriva. Ho perso qualche diottria, i denti da latte e anche un bel po’ di capelli. Ho perso il mio maglione preferito, una dozzina di cellulari, occhiali, accendini, scarpe, quaderni. Ho perso feste di compleanno, documenti della scuola, un film in tv. Ho perso di vista persone importanti, ricordi a cui tenevo, episodi e risvolti della mia vita, sepolti nella memoria.
Ho perso davvero molto nella mia vita. Ma c’è una cosa che ritrovo sempre.. in una tasca del giubbino, in un
sorriso casuale, negli occhi di un bambino, nell’abbraccio di un amico, in un bicchiere di birra, in un libro, in un film, in un disco, in una piega del cuore che non sapevo di avere. C’è qualcosa che proprio non riesco a perdere, e questa cosa si chiama.. speranza.
Per me. Per voi. Per noi tutti, io continuo a sperare.
E lunghi trasporti funebri senza tamburi, senza bande
sfilano lentamente nella mia anima vinta; la Speranza
piange e l’atroce angoscia dispotica
pianta sul mio cranio chinato il suo nero vessillo.
sfilano lentamente nella mia anima vinta; la Speranza
piange e l’atroce angoscia dispotica
pianta sul mio cranio chinato il suo nero vessillo.
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