Capita spesso di pensare al passato. A volte ci si ritrova un sorriso sul volto, altre volte invece.. Ti senti sprofondare e non capisci perché. Tutti che ti dicono: il passato è passato; lasciati il passato alle spalle. Però fa male. Fa male più del presente.. E allora pensi a tutte le occasioni che hai perso, alle persone che hai fatto soffrire, e a quelle a cui non hai fatto un cazzo, ma se lo meritavano. Pensi a tutti quei piccoli grazie che avresti potuto dire e che invece hai soffocato in gola. Pensi a tutte le persone che hai perso e a quelle che hai trovato, ma sai che non saranno mai come i vecchi amici. Pensi a tutti i litigi e le sfuriate con l’amica del cuore. Pensi a quante volte un sorriso ti ha dato la felicità. Pensi a quanto è stata dura arrivare fino a qui. Ma ti chiedi anche chi te l’abbia fatto fare. E arrivi a un punto in cui dici: basta, io non ce la faccio più. Prima o poi ci arrivi, perché ti accorgi che sono i ricordi tristi quelli che ti riempiono la mente. Non pensi a niente, non fai niente, non mangi niente, non dormi.. Piangi. Piangi perché senti che è il tuo unico modo di sfogo. Lacrime amare che scendono in gola e fanno vomitare. Vorresti solo essere capita.. Ma poi, ripensandoci, capisci che se tutti qua ci capissimo non affogheremmo nella merda.. Ti senti messa da parte, un soprammobile. Uno stupido soprammobile, di quelli inutili. E poi comincia a piacerti l’idea di essere odiata. Diventi quella che non sei, solo per non sentirti accettata, solo per non essere capita. Sei masochista, e lo sai. Ma non ti piace farti male solo a livello psicologico.. Cerchi qualcosa che ti provochi veramente dolore: una spilla, un paio di forbici, una matita appuntita, una lametta.. Perché ti convinci che solo sentendo dolore fisico, potrai dimenticare, anche per poco, quel infelicità che non ti molla mai. Ti convinci che sei solo uno stupido errore, nata da un preservativo rotto.. Ti convinci che non sei capace di fare nulla, che non sai ricevere e tanto meno dare.. Figlia di 5 minuti, ecco cosa sei. Ti chiudi in te stessa, vuoi restare sola. E non capisci che la solitudine non farà altro che farti stare peggio. Ma tu sei li, convinta, vuoi contare soltanto sul tuo dolore, su sei colpi e infine su di te.. Stai così per un po’. E la situazione non ti dispiace più di tanto: non hai amici a cui pensare, ne tanto meno una relazione da mantenere, la scuola non va proprio come vorresti, ma te la cavi. C’è un cosa che non smetti mai di fare: pensare. E alla fine capisci che la vita ti ha insegnato tante cose.. Che non importa quanto una persona sia buona, ogni tanto ti ferirà, e per questo
bisognerà che tu la perdoni. Che ci voglio anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla. Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano. Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi. Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o loro controlleranno te. Che la pazienza richiede
molta pratica. Che ci sono persone che ci amano ma che semplicemente non sanno come dimostrarcelo. Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze. Che anche un vecchio sogna qualcosa di meraviglioso. Che solo perché qualcuno non ti ama come vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso. Che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta. Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno, nella maggior parte dei casi se tu a dover perdonare te stesso. Che quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così lungo quella chiusa che non ci accorgiamo di quella che si è appena aperta per noi. E capisci che la lista potrebbe andare avanti
all’infinito.
bisognerà che tu la perdoni. Che ci voglio anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla. Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano. Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi. Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o loro controlleranno te. Che la pazienza richiede
molta pratica. Che ci sono persone che ci amano ma che semplicemente non sanno come dimostrarcelo. Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze. Che anche un vecchio sogna qualcosa di meraviglioso. Che solo perché qualcuno non ti ama come vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso. Che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta. Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno, nella maggior parte dei casi se tu a dover perdonare te stesso. Che quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così lungo quella chiusa che non ci accorgiamo di quella che si è appena aperta per noi. E capisci che la lista potrebbe andare avanti
all’infinito.
Poi ti svegli. Ti senti un coglione, non capisci più un cazzo. Ti risvegli da quell’incubo, così orribile.. Di preciso non sai come, sta il fatto che adesso ci sei, ti senti viva.
SEI VIVA.
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